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I procedimenti di affidamento nell’ambito dei contratti sottosoglia dopo il D.L. 32/2019 convertito dalla Legge 14 giugno 2019 n. 55.

L'art. 1, comma 20, lettera h) del D.L. n. 32/2019 (c.d. Decreto Sblocca Cantieri), convertito dalla Legge 14 giugno 2019 n. 55, ha apportato importanti modifiche alla disciplina prevista dall'art. 36 del D. Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti), relativa ai procedimenti di affidamento per gli appalti “sottosoglia” comunitaria, e alle corrispondenti classi di importo. Tali modifiche rappresentano una delle più importanti novità dell’intervento normativo.

Prima di analizzare tali modifiche è però opportuno, soffermarci a definire cosa sono i contratti sottosoglia.

Sono contratti che rappresentano la stragrande maggioranza degli approvvigionamenti della pubblica amministrazione e per poterli stipulare è necessario seguire un iter burocratico la cui fonte principale è il decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016. In tale decreto legislativo sono specificate le procedure di affidamento le quali variano per ogni situazione e si adattano all’importanza del contratto in termini di valore e il punto di riferimento sono le soglie di rilevanza comunitaria che si esprimono con delle classi di valori distinte in appalti per lavori, servizi e forniture.

 Se il valore della gara di appalto è inferiore alle soglie di rilevanza, siamo in presenza di una gara “sotto soglia comunitaria” e la norma a cui fare riferimento è l’art. 36 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016, con le modifiche e integrazioni per effetto del decreto legislativo 56 del 19/4/2017. Si possono usare diverse procedure che in alcuni casi non prevedono particolari forme di prevenzione contro le attività criminose per esempio sono previste procedure negoziate senza pubblicazione del bando con invito di un numero di concorrenti minimo giusto per garantire la concorrenza, oppure esiste la procedura ristretta semplificata che pure questa non prevede la pubblicazione del bando, o l’acquisizione in economia e il cottimo fiduciario.

 Se, invece, il valore del contratto rientra nella classe di “rilevanza comunitaria”, l’ente appaltante deve seguire una procedura conforme alle direttive europee sugli appalti pubblici in tema di pubblicità e concorrenza, quindi deve avviare procedure ordinarie che prevedono l’uso di formulari tipo per i bandi e gli avvisi di gara e la norma a cui fare riferimento è l’art. 35 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016.

Fatta questa premessa, vediamo ora, come la legge di conversione del Decreto Sblocca Cantieri abbia modificato, la disciplina delle procedure sotto soglia, prevedendo un certo alleggerimento procedurale, con il passaggio dalla procedura negoziata ad un affidamento diretto, pure se limitato da una serie di vincoli procedurali. In particolare, le fasce di importo diventano cinque, con differenziazione ulteriore per appalti di lavori, da un lato, e di servizi e forniture, dall’altro:

  1. La prima fascia riguarda i contratti di importo inferiore a 40.000 euro, per i quali non vi è alcuna novità rispetto al testo previgente e quindi si continua a procedere con l'affidamento diretto "puro";
  2. La seconda fascia ricomprende i contratti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro e per i quali è stato, ugualmente, utilizzato il termine di "affidamento diretto" ma impropriamente, perché la nuova versione normativa ha previsto una procedura a metà tra l'affidamento diretto e la procedura negoziata attraverso una previa valutazione di tre preventivi per i lavori, e, per i servizi e forniture, di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. Quindi, considerato che l'affidamento diretto "puro" presuppone un rapporto fiduciario per il quale non è necessaria la consultazione di altri operatori, l'affidamento previsto nella lettera b) dell’art. 36 non si può definire propriamente "diretto" perché proviene da una consultazione o indagine di mercato e la valutazione di 3 preventivi per i lavori e 5 operatori economici per i servizi e le forniture;
  3. La terza fascia, che rappresenta una novità rispetto alla normativa previgente, riguarda i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro ai quali si applica la procedura negoziata previa consultazione di almeno 10 operatori economici nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici;
  4. La quarta fascia di valore, anch’essa relativa solo ai lavori, che ricomprende i contratti tra i 350.000 euro e 1 milione di euro, prevede ugualmente la procedura negoziata a inviti, tuttavia con la previsione che i soggetti da invitare alla procedura negoziata debbano essere almeno quindici, sempre se esistenti in tale numero;
  5. La quinta fascia corrispondente ai lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35, si prevede il ricorso alle procedure aperte e quindi alle procedure di cui all’articolo 60, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 97, comma 8.

 

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