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Avvalimento e soccorso istruttorio, l’ANAC fa chiarezza con un vademecum

L’Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) ha pubblicato una rassegna ragionata delle massime di precontenzioso in tema di avvalimento e soccorso istruttorio. La rassegna offre una rappresentazione del percorso interpretativo della disciplina in materia di soccorso istruttorio e avvalimento compiuto dall’Autorità attraverso i pareri di precontenzioso emessi nel corso del 2017. Il risultato è una sintesi delle norme attraverso esempi pratici. Le massime dei pareri resi sui due istituti, corredate da sintetiche indicazioni relative alla disciplina di riferimento e alla posizione della giurisprudenza amministrativa, sono state commentate e riunite in un testo unitario, suddiviso in capitoli, al fine di orientare l’esercizio dell’azione amministrativa.

Dopo una breve premessa sul termine, l’ANAC chiarisce la determinatezza o determinabilità dell’oggetto del contratto di avvalimento, specificando i requisiti obbligatori nella dichiarazione di impegno e ponendo un divieto rigoroso alla clausola di limitazione della responsabilità ai soli requisiti di cui è carente l’impresa ausiliata. L’Autorità dichiara inoltre che, in caso di grave irregolarità fiscale definitivamente accertata nei confronti dell’impresa ausiliaria, sia prevista la revoca dell’aggiudicazione. I requisiti di idoneità professionale non possono essere oggetto di avvalimento, ma è invece ammissibile l’avvalimento della certificazione di qualità a condizione che l’ausiliaria metta a disposizione dell’ausiliata l’intera organizzazione aziendale, comprensiva di tutti i fattori della produzione e di tutte le risorse che le hanno consentito di acquisire la certificazione. In ogni caso, no all’avvalimento per le categorie superspecialistiche.

Negli ultimi due punti della rassegna, infine, l’ANAC tratta con cautela il tema del soccorso istruttorio successivo all’aggiudicazione e gli aspetti più dibattuti dalla giurisprudenza, quali, ad esempio, la possibile sanatoria in caso di mancata sottoscrizione dell’offerta. Qui il testo integrale

Pubblicate le consultazioni ANAC "linee guida sul rating di impresa e delle relative premialità"

L’Anac ha avviato la  consultazione per le Linee Guida sul rating di impresa, il documento con il quale l’Autorità Nazionale Anticorruzione definisce i requisiti reputazionali, i criteri di valutazione in fase di gara per il calcolo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, e per la riduzione della garanzia provvisoria/definitiva. La gestione del sistema di rating di impresa è affidata all’Anac dall’articolo 83, comma 10, del Codice dei contratti pubblici D. lgs 50/2016 , come modificato dal  D. lgs 56/2017 (primo correttivo del Codice appalti) già oggetto di una prima proposta di linee guida nel 2016, poi ritirata dall'Autorità.  I requisiti reputazionali alla base del rating di impresa tengono conto dei precedenti comportamenti dell’impresa: l’applicazione delle disposizioni sulla denuncia obbligatoria di richieste estorsive e corruttive, il mancato utilizzo del soccorso istruttorio, il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti e dell’incidenza e degli esiti del contenzioso, sia in sede di partecipazione alle procedure di gara sia in fase di esecuzione del contratto.
 Ma La proposta si preoccupa anche di disciplinare il caso di chi si presenta per la prima volta sul mercato dei contratti pubblici: si attribuirà convenzionalmente il punteggio massimo per la valutazione della performance passata e il punteggio relativo alle cause penalizzanti.
Il documento pubblicato è articolato in uno schema di Linee guida e in una nota esplicativa. L’art. 1 dello schema delle Linee guida contiene una ricognizione normativa circa le finalità dell’istituto è come tale è da ritenersi non vincolante, mentre i restanti articoli contengono indicazioni operative circa le modalità di funzionamento del sistema del rating di impresa e come tali sono vincolanti. Il testo è stato messo in consultazione on line fino al 29 giugno 2018 a questo indirizzo.


                                                                                                                                              Redazione Sviluppo Appalti 

Legge sugli appalti, il Consiglio dei Ministri vs la Regione Sardegna

Ieri, martedì 8 maggio, il Consiglio dei Ministri n. 82 ha impugnato la legge n.8 “Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture” che in Consiglio regionale ha avuto il via libera a marzo 2018. L’ obiettivo principale della normativa, secondo l’Assessore ai Lavori pubblici Balzarini, era potenziare l’autonomia delle competenze della Regione sulla programmazione e organizzazione degli appalti pubblici , nonché istituire una società di progettazione per consentire un rapido accesso alle risorse erogate a livello nazionale ed europeo. In base a quanto deliberato dal Consiglio dei Ministri, tuttavia, alcuni articoli non sono conformi alle ripartizioni di competenze Stato – Regione a Statuto speciale di autonomia delineate dall’art. 117, Titolo V della Costituzione Italiana. In particolare sono stati impugnati i seguenti articoli, ritenuti in conflitto con il secondo comma, lettere e) ed l):
• art. 34 - Nomina e requisiti Responsabile del progetto e Responsabile per fasi
• art. 37 - Commissione giudicatrice
• art. 39 - Linee guida e codice regionale di buone pratiche
• art. 45 - Qualificazione delle stazioni appaltanti.

L’impugnazione non intacca, comunque, gli elementi fondanti e distintivi della Legge Regionale 08/2018 nel suo complesso, quali la società di scopo per la realizzazione di opere pubbliche strategiche, le premialità a favore delle micro-imprese e dei giovani professionisti e la qualità architettonica nelle opere pubbliche, come dichiarato da Balzarini e dal padre della legge ed ex Assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda; i due si sono inoltre dichiarati fiduciosi sul fatto che la Regione Sardegna non avrà difficoltà a dimostrare la legittimità dei contenuti degli articoli oggetto dell’impugnazione e la coerenza con quanto legiferato al riguardo da altre regioni a statuto speciale e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano. 

FONTE: http://www.governo.it/sites/governo.it/files/Cdm_82.pdf
                 
                                                                                                  A cura di REDAZIONE SVILUPPOAPPALTI.IT
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